Ansia: quando chiedere aiuto a uno psicologo
L'ansia e una risposta normale che diventa un problema quando limita la vita quotidiana. Come riconoscere il momento giusto per chiedere aiuto.
L'ansia non e il nemico L'ansia e un sistema di allarme: serve a prepararci a una minaccia. Il battito accelera, i muscoli si tendono, l'attenzione si restringe. Finche l'allarme si accende davanti a un pericolo reale e poi si spegne, sta funzionando bene. Il problema comincia quando resta acceso: davanti a scenari immaginati, in situazioni che prima erano tranquille, oppure senza un motivo identificabile.
I segnali che vale la pena osservare Non esiste una soglia clinica valida per tutti, ma alcuni indizi ricorrono spesso:
- pensieri ripetitivi e preoccupazioni difficili da interrompere, per la maggior parte dei giorni;
- sintomi fisici stabili: tensione muscolare, stomaco chiuso, tachicardia, respiro corto, stanchezza;
- difficolta ad addormentarsi o risvegli con la mente che riparte;
- evitamento: rinunciare a guidare, parlare in pubblico, prendere il treno, andare a una cena;
- irritabilita e difficolta di concentrazione al lavoro o nello studio;
- uso di alcol, farmaci non prescritti o abbuffate per abbassare la tensione.
La domanda utile non e "quanto sono grave" La domanda piu utile e un'altra: **l'ansia mi sta facendo restringere la vita?** Se per stare tranquillo devi rinunciare a cose che ti interessano, o se l'ansia occupa piu tempo delle cose che ti danno soddisfazione, il momento per chiedere aiuto e adesso. Aspettare non rende il quadro piu semplice: gli evitamenti tendono ad ampliarsi, perche ogni volta che evitiamo confermiamo al cervello che quella situazione era davvero pericolosa.
Cosa succede in un percorso psicologico Il primo colloquio serve a raccontare cosa accade e a mettere in ordine i pezzi: da quanto tempo, in quali situazioni, cosa succede prima e dopo. Da qui si definiscono obiettivi concreti, per esempio tornare a guidare in autostrada, dormire senza risvegli ansiosi, sostenere un esame.
Gli interventi con maggiori evidenze per l'ansia includono la terapia cognitivo-comportamentale, le terapie basate su accettazione e mindfulness e, quando l'ansia si e strutturata dopo eventi difficili, approcci dedicati all'elaborazione. In pratica si lavora su tre livelli: capire i circoli che mantengono l'ansia, ridurre gli evitamenti in modo graduale e imparare a stare con le sensazioni fisiche senza combatterle.
Psicologo, medico o entrambi Alcuni sintomi somatici meritano un controllo medico, soprattutto se compaiono all'improvviso o riguardano cuore e tiroide. In molti casi psicologo e medico di famiglia lavorano insieme; nelle forme piu intense puo essere valutata dallo psichiatra una terapia farmacologica, che non sostituisce il percorso psicologico ma puo renderlo praticabile.
Quanto dura Per un'ansia circoscritta i percorsi sono spesso brevi: dalle 8 alle 20 sedute, con esercizi tra un incontro e l'altro. Quando l'ansia accompagna la persona da molti anni o si intreccia con temi relazionali profondi, i tempi si allungano, ma anche in quel caso i primi cambiamenti concreti arrivano in genere nelle prime settimane.
Come cominciare Scegli due o tre professionisti che si occupano di ansia nella tua zona o online, scrivi o telefona e chiedi come lavorano. Il primo colloquio e anche un modo per capire se ti trovi a tuo agio: la relazione con il professionista e una delle variabili che pesano piu sull'esito del percorso.
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